Il diario di Bernd (pagina 7)


6. Il peso della cultura – 14 Luglio 1974


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Oggi è giorno di compere e giri in città.

Stamattina io e mamma andiamo in cerca dei libri per l’anno prossimo, seguendo l’infinita lista del preside: quando li vedo tutti insieme sul bancone sono sconvolto, non mi basteranno dieci anni solo per leggerli!

Poi, nonostante il peso della cultura che mi trascino appresso, mamma non transige e mi porta in un centro commerciale a caccia di canottiere e mutande di lana, calzamaglie, berrette, paraorecchie e guanti imbottiti. Sì, proprio così, a metà luglio, perché secondo lei bisogna essere previdenti: qui l’inverno non è la pacchia della Baviera, che quando nevica anziché a scuola andiamo in giro a fare a palle di neve o a pattinare sui laghetti. Qui, a sentirla, l’inverno è un mostro che non ti dà scampo, ti brucia la pelle e ti congela gambe, braccia e budella. Chissà se ha ragione, in ogni caso la assecondo, e mi carico un altro po’ di chili sulla schiena.

Il problema è che il resto dei vestiti arriva dalla fattoria, anzi questo è il più grosso dei problemi. Perché per strada, in metro, sul pullman incrociamo un sacco di ragazzi poco più grandi o piccoli di me e, beh, nessuno dico nessuno, è addobbato con pantaloni corti di velluto color quercia imputridita, camicie a quadrettoni, scarponcini di cuoio. A parte me, ovvio, un ridicolo alieno bavarese in mezzo a un trionfo di occhiali a specchio, giubbotti di jeans attillati, jeans a zampa, stivaletti di pelle. Inizio a pensare che forse non basterà tirare indietro la pancia come dice il vecchio Ferdi.

Nemmeno dopo pranzo (se un paio di salsicce fredde, tagliate a pezzetti, immerse nel curry e ketchup e sbocconcellate in piedi possono essere chiamate “pranzo”) torniamo a casa di zia: in programma c’è una passeggiata al Tiergarten.

E meno male, perché nonostante tutti i libri, le calzamaglie e le canottiere di lana che mi scarrozzo da stamattina, questo sì è qualcosa di incredibile: un grande, grandissimo parco, talmente grande che ci passano dei viali larghi come fossimo in America, che ci sono castelli, statue, il Reichstag e altri palazzi che mamma dice essere le ambasciate straniere. Insomma, un sacco di roba importante. E dentro c’è da perdersi tra prati al sole, laghetti nascosti, boschi fittissimi e animali dappertutto: uccelli, scoiattoli e chissà che altro, magari qualcosa di grosso, cervi o orsi.

Tipo alla fattoria, ma qui siamo a Berlino, che è un posto dove il mondo sembra avere regole tutte sue. Mica come a Monaco, dove le cose sono come uno si aspetta che siano: una città dentro a una foresta. Qui no, qui c’è una foresta dentro la città, proprio in mezzo. Mi piace, mi piace da matti anche se… a dirla tutta ora ho un mal di schiena pazzesco, maledetti libri, paraorecchie e mutande di lana!

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"Il diario di Bernd" table of contents

  1. Il diario di Bernd
  2. 1. La partenza - 12 Luglio 1974
  3. 2. Alla frontiera - 12 Luglio 1974
  4. 3. Nel mezzo di un bel niente - 12 Luglio 1974 
  5. 4. Arrivo a Gotham City - 12 Luglio 1974
  6. 5. Il collegio - 13 Luglio 1974
  7. 6. Il peso della cultura - 14 Luglio 1974
  8. 7. Tanti auguri Bernd - 15 Luglio 1974

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